PREGHIERA PER CHERNOBYL, S. ALEXSEVIC

PREGHIERA PER CHERNOBYL, S. ALEXSEVIC (e/o ed.)

Non è facile immergersi nella variegata coralità di voci dell’opera di Svetlana Alexevic. Bisogna fare i conti con il dolore e la devastazione e crearsi una corazza se non si vuole rimanere schiacciati da tanta, inconsueta sofferenza. Perché la giornalista Svetlana, premio Nobel 2015 per la letteratura, ha deciso di offrirci uno spaccato di una delle più terribili esperienze europee del ventesimo secolo, il terrificante incidente al reattore nucleare di Chernobyl, nel 1986, prima che la quarantennale guerra fredda si concludesse con la caduta del muro di Berlino, tre anni dopo.

La tragedia di Chernobyl è annichilente ma è anche insolita perché, di fatto, nessuno conosce pienamente gli effetti a breve e a lungo termine delle radiazioni, invisibili quanto letali. E allora si assiste impotenti alle scelte più impensabili e bizzarre per fronteggiare quel nemico silenzioso e invincibile. Mentre Pripyat, la città dei lavoratori della centrale nucleare, a ridosso del reattore, subito dopo la precipitosa evacuazione generale, si trasforma in in gigantesco deserto, nelle zone limitrofe si tenta goffamente di rimediare al disastro.

E quindi si lavano energicamente i tetti senza impedire che l’acqua radioattiva filtri attraverso i tetti contaminando l’interno delle case, oppure si rimuovono gli strati più superficiali di terreno mentre poco lontano si continuano a mangiare i prodotti dell’orto. È come se ci si volesse impegnare per non pensare pur nella consapevolezza che ogni sforzo è del tutto inutile. Intanto da Mosca si minimizza, si cela, si fa fumo e tutto intorno si respira morte, dolore, sgomento e un gigantesco stupore.

Ognuno convive con le sue pesanti ferite e racconta la sua storia

straziante: la Alexevic colleziona queste preziose e faticose testimonianze degli attoniti superstiti senza commentare, consentendoci così di ritrovarci fianco a fianco con la disperazione delle vittime ma anche con la fierezza degli eroici volontari che hanno scelto la morte per evitare una catastrofe peggiore, quando sono intervenuti direttamente nel laghetto intorno al reattore, zeppo di isotopi radioattivi.

Era necessario interrompere il funzionamento della valvola che regolava l’accesso dell’acqua per impedire che il reattore vi sprofondasse facendo assumere alla tragedia dimensioni continentali. Lo hanno fatto e sono morti, da temerari eroi degni della migliore tradizione russa.

Preghiera per Chernobyl è un’opera forte, da brividi veri. Ma per questo appare sempre più imprescindibile nell’ avanzare di pagina in pagina, nel superare l’orrore facendo prevalere il desiderio, indispensabile, di conoscenza.

 

About Francesco Rizzotti

Creative Art Director, iPhonegrapher,Web designer per La sinfonia della bellezza. Ho sempre lavorato nel campo della comunicazione, prima come cameraman, dal '95 con Internet, come web designer. Per molti anni mi sono occupato dell'ufficio marketing di una grossa concessionaria d'auto, ora la mia nuova avventura è La sinfonia della bellezza, un progetto da me ideato, che si propone di coniugare la bellezza dell'arte con la bellezza del territorio.

0 Commenti

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*